Prime Esperienze
QUELLA SEGA A SCUOLA
19.04.2026 |
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"La sua mano era abile, sapeva esattamente come variare la pressione, come ruotare il polso per farmi impazzire..."
In una mattinata di noia scolastica, ero uscito dalla mia ora di lezione con la scusa di dover andare in bagno. Lei, di un’altra classe, aveva fatto lo stesso. Ci incrociammo proprio davanti alla porta del bagno dei maschi, deserto in quell’ora morta.Eravamo d’accordo, ma quando ci incrociammo i nostri cuori furono travolti da un’ ondata di emozione pura. Ci guardammo per un secondo, il cuore che batteva forte, e poi fu solo istinto.
La spinsi dentro con dolcezza decisa, chiusi la porta e le nostre bocche si unirono in un bacio famelico, appassionato.
Le sue labbra erano morbide e calde, sapevano di chewing-gum alla menta. Le lingue si intrecciarono con urgenza, le mani nei capelli, i corpi premuti uno contro l’altro.
«Cazzo, ti voglio toccare», mi sussurrò lei tra un bacio e l’altro, la voce carica di eccitazione.
Le sue dita agili scesero sulla mia cintura, la slacciarono rapidamente. Aprì i bottoni dei jeans, tirò giù la zip e infilò la mano dentro i boxer, trovandomi già duro e pulsante. Il contatto della sua pelle calda fu elettrico.
Tra il brivido di essere scoperti o che qualche altro studente potesse sentirci, iniziò a masturbarmi lentamente, esplorando tutta la lunghezza con carezze decise, stringendo appena alla base e salendo verso la punta con il pollice che tracciava cerchi perfetti.
Poi accelerò il ritmo, più fluido e vorace, mentre continuavamo a baciarci come se il mondo fuori non esistesse.
Era bellissimo. La sua mano era abile, sapeva esattamente come variare la pressione, come ruotare il polso per farmi impazzire. Io ansimavo nella sua bocca, le ginocchia che tremavano, le mani che le stringevano i fianchi sotto la maglietta. Il piacere saliva rapido, inevitabile.
«Vieni per me», mormorò lei, accelerando ancora.
Non resistetti. Con un gemito soffocato venni violentemente nella sua mano, fiotti caldi di sperma che le sporcavano le dita e il palmo, colando un po’ sul polso. Lei non si fermò subito, continuò a stringere piano, spremendo ogni goccia, con un’espressione di pura felicità sul viso: occhi lucidi, guance arrossate, un sorriso soddisfatto e complice.
Poi, con lentezza sensuale, tirò fuori la mano lucida. Mi guardò un’ultima volta, si pulì distrattamente sui jeans e mi diede un bacio d’addio, dolce e profondo. «Torna in classe», sussurrò con un sorriso.
Uscì per prima, lasciandomi lì con i pantaloni ancora aperti, il respiro corto e quel ricordo impresso sulla pelle per il resto della giornata.
I bagni della scuola… posti che nascondono i momenti più intensi e fugaci.
E quella sega resta una delle più belle che abbia mai ricevuto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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